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Tallow Balm alla Pera: La Mia Pelle D'inverno Ha Smesso di Protestare

2026-01-18 · Pear

Ok, allora. Devo scrivere questa cosa perché altrimenti continuo a pensarci mentre cerco di guardare quella serie nuova, quella con l’investigatore. Non riesco a concentrarmi. Perché? Perché mi sto toccando la guancia. È morbida. È strano. Non è una cosa che faccio di solito, toccarmi la faccia. Di solito è tipo, “ahia”, o “oddio che ruvida”, o “ma perché tira così”. Invece no. Morbida. E tutto è iniziato con un vasetto di grasso. Di grasso di manzo, per la precisione. Un burro di sego, alla pera. Sembra una follia, lo so. Anch’io ho fatto quella faccia.

Era tipo metà dicembre. Il riscaldamento faceva quel ticchettio fastidioso, quello che sembra una goccia ma non lo è mai. La mia pelle sembrava la cartavetrata del mio vecchio professore di falegnameria. Avevo provato di tutto: quel siero costosissimo della marca francese (45 euro, dai), la crema idratante della farmacia che prometteva miracoli in 7 giorni, un olio che profumava di bosco ma mi lasciava lucida come una padella. Niente. Guance che tiravano, naso che si spellava, una sensazione generale di disagio. Poi, scrollando su Etsy una sera tardi – tipo l’1:34, non dormivo – mi sono imbattuta in questo negozio francese. Vendeva burro di sego. Sego! Quella roba che si usava cent’anni fa. Ma la descrizione parlava di sego di manzo nutrito ad erba, montato fino a renderlo soffice, e c’era questo gusto “Pera”. Leggero, fresco, idratante. Sapeva di disperazione, ma ho cliccato “acquista”. 28 euro, spese di spedizione incluse. Peggio di così…

Come Ho Iniziato a Mettermi il Sego in Faccia

Arrivò in una settimana. La confezione era carina, niente di che. Ma aprire il vasetto fu un’esperienza. Non sapevo cosa aspettarmi. Puzza di grasso? Odore di cucina? Invece no. Profumava. Ma non in quel modo forte, artificiale delle creme. Era… un profumo di pera. Ma non quella sciropposa delle caramelle. Più come la buccia di una pera appena colta, appena appena dolce. Fresco. Non so descriverlo bene. Era gentile, questo sì. La texture era strana. Sembrava burro montato, ma più denso. Lo presi con un dito – era freddo – e me lo strisciai sul dorso della mano per provare. Si sciolse quasi subito. Non unte. Assorbito. Strano.

La prima volta sul viso fu un atto di fede. Dopo la detersione, sulla pelle ancora umida. Ne misi una piccola quantità, la feci scaldare tra i polpastrelli. L’odore era così leggero che sparì quasi subito. Lo stesi. Aspettai la marea di untume. Invece niente. La pelle sembrava… nutrita. Non unta, non lucida. Solo calmata. Come se avesse bevuto. Ecco. Era quella la sensazione. Non “idratata” in modo astratto, ma come se le avessi dato da bere dopo un deserto. Il tirare sparì immediatamente. Quella notte, per la prima volta da settimane, non mi svegliai con la sensazione di avere una maschera di gesso sul viso.

Perché il Sego per la Pelle Ha un Suo Perché

Ora, prima che pensiate che sia impazzita, ho fatto qualche ricerca. Molto casual, eh, su Google alle 3 di notte. Il sego, questo grasso animale, ha una composizione simile al sebo che produce naturalmente la nostra pelle. Molto simile. Quindi, in teoria, la nostra pelle lo riconosce. Non lo vede come un intruso, ma come qualcosa di familiare. Assorbe tutto, senza ostruire i pori. Questo specifico burro di sego è fatto in Francia, con sego di manzi nutriti ad erba, e poi montato per renderlo super leggero, quasi come una mousse. Non è quel grasso compatto che ti immagini. È soffice. E la cosa del profumo alla pera è solo olio essenziale, niente di chimico. Per questo è buono per le pelli sensibili, per chi ha l’eczema, per le labbra spaccate. Io sulle labbra non l’ho ancora provato, ma ci sta.

La mia routine skincare naturale è diventata stupidamente semplice adesso. La parola “routine” è anche troppo. È: mi lavo la faccia con un detergente delicato (quello della marca del supermercato, verde, costa 3 euro), asciugo tamponando, e mentre la pelle è ancora un po’ bagnata, metto un velo di questo burro di sego. Fine. Niente sieri, niente passaggi multipli. Di mattina, se esco, metto la protezione solare sopra. Ma la base è quella. Passare ai prodotti naturali per me non è stata una scelta ideologica all’inizio, era più una resa. Niente di quello “normale” funzionava. Questo sì.

La Mia Pelle Dopo Qualche Settimana

Non è una trasformazione da prima e dopo drammatica. Niente foto con cerchietti luminosi. Sono cambiamenti piccoli, reali. Quelli che ti fanno dire “ah, ok, allora funziona davvero”.

La pelle non tira più. Mai. Nemmeno la mattina, dopo il riscaldamento acceso tutta la notte. È più… tranquilla. Se prima era sempre un po’ arrossata, un po’ infastidita, adesso ha un colorito più uniforme. Non perfetto, eh, ho 35 anni e le mie notti insonni si vedono, ma è un colorito sano. La texture è migliorata. Non è più ruvida al tatto. È liscia. Morbida, appunto. Quella è la parola. È una morbidezza diversa da quella data dalle siliconi delle creme normali, che è più una sensazione di scivoloso. Questa è morbidezza della pelle stessa.

L’inverno di solito è una tortura per le mie mani. Lavaggi continui, gelo, si spaccano tra le dita. Una sera, disperata, ho messo un po’ di questo burro di sego sulle mani prima di dormire. Indossai dei vecchi calzini di cotone sopra. Sembrava una follia. La mattina dopo, le crepe erano visibilmente meno profonde, la pelle non era più quella carta secca. Ora lo uso anche lì, qualche volta. Funziona meglio della mia vecchia crema per le mani “intensiva”.

Lo Ricomprerei?

Sì. Anzi, l’ho già fatto. Il mio primo vasetto è finito due settimane fa. Ho ordinato subito un altro vasetto di burro di sego alla pera, sempre dallo stesso piccolo negozio su Etsy. 28 euro mi sembrano pochi per la pace che mi ha dato. Ho anche regalato un vasetto a mia mamma, che soffre di pelle secca da sempre. All’inizio ha storciuto il naso (“ma è grasso?!”), poi mi ha chiamata per dirmi che le sue gambe non prudevano più dopo la doccia. “Che roba strana,” ha detto. “Ma buona.”

Non è una pozione magica. Non cancella le rughe, non fa diventare la pelle di porcellana. Ma la rende sana, felice, tranquilla. Per me, che combattevo ogni giorno con fastidio e secchezza, è stato un cambiamento enorme. È passata dall’essere un problema di cui dovevo occuparmi a uno sfondo. Una cosa in meno a cui pensare.

E l’odore alla pera? Rimane quel ricordo leggero, fresco. Non invade. Non si sente dopo un minuto. È solo una piccola nota gentile all’inizio, che ti fa sorridere mentre ti prendi due minuti per te. In un mondo di profumi forti e artificiali, è un sollievo.

Domande Veloci che Mi Fanno

Ma il sego sul viso non è un po’… schifoso? All’inizio lo pensi. Poi capisci che usiamo un sacco di roba strana sulla pelle senza farci domande. Questo almeno è un singolo ingrediente, lavorato in modo semplice. È grasso, sì, ma grasso buono, che la pelle sa come usare. Non unge, sparisce. La cosa più strana è che funziona.

Ostruisce i pori? A me, no. Anzi. La mia pelle è sempre stata un po’ congestionata, e con questo sembra più… respirare. Il motivo, dicono, è proprio quella somiglianza con il nostro sebo. La pelle lo assorbe tutto, non lo lascia lì a tappare tutto. Se hai la pelle molto grassa, forse usalo solo la notte. Ma per la pelle secca o normale, è perfetto.

Com’è che profuma di pera questo burro di sego? Bene, questa è una bella domanda. Profuma di pera nel modo più tenue possibile. Non è una caramella. Non è dolciastro. È come l’odore della buccia di una pera William appena sbucciata, ma messo in lontananza. Fresco, fruttato, pulito. Sparisce in fretta, ti lascia solo la pelle morbidissima e il dubbio di averlo davvero sentito. È sofisticato, ma senza fare il sofisticato.

Quindi eccomi qui. Il riscaldamento ticchetta ancora. Fuori fa un freddo cane. Ma la mia pelle non è in rivolta. È solo pelle. Finalmente. Se anche tu sei stanca di lottare con creme che promettono mari e monti e poi lasciano la pelle infelice, forse questa cosa del sego montato vale la pena di essere guardata. Io la mia seconda confezione l’ho già ordinata.

Whipped Tallow Balm - Pear

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