Sto mettendo grasso di manzo in faccia. Ecco perché non sono impazzito.
Ok, ascolta. So come suona. L’ho pensato anche io. Qualcuno mi ha parlato di questo balsamo di sego, grasso di manzo, da spalmare sulla pelle. La mia prima reazione è stata tipo: “Scusa, cosa?”. Tipo, roba da macellaio, non da beauty routine. Era un martedì sera, forse, stavo scrollando su Etsy cercando qualcosa per la pelle secca che mi stava facendo impazzire quell’inverno. Faceva un freddo cane, l’aria in casa era così secca che sentivo le mani screpolarsi a guardarle. E mi esce questo: “Balsamo Montato al Sego di Manzo - Lavanda”. Ho fatto una risatina. Poi ho cliccato.
Beef tallow skincare. Sembra uno scherzo. Ma poi ho letto. E, beh, ora sono qui, due barattoli dopo, a dirti che forse non siamo noi i pazzi, ma tutti gli altri che spendono un patrimonio in creme piene di paroloni.
Come ho iniziato a usare il tallow sulla faccia
Tutto è partito dalla disperazione, onestamente. Avevo provato di tutto. Roba costosa in vasetti eleganti, roba “naturalissima” che profumava di erbe e costava come un pasto fuori. Niente. La mia pelle, soprattutto sulle guance e sulla fronte, era una mappa di secchezza. Tirava. A volte prudava. Sembrava quel cartone ondulato, sai? E l’inverno non aiutava per niente.
Poi, in questo buco nero di ricerche notturne (“rimedi pelle secca disperata”, “crema barriera”), ho incontrato di nuovo questa parola. Tallow. Sego. In inglese suona meno peggio, forse. Ho iniziato a leggere, tipo, per curiosità morbosa. Grass-fed beef tallow balm. Fatto in Francia. Montato fino a diventare una specie di burro soffice. Lo usavano le nostre nonne, le bisnonne, praticamente da sempre. E il motivo, a quanto pare, è stupidamente semplice: il sego è molto, molto simile al sebo che produce già la nostra pelle.
Ci ho pensato un po’. Aveva una sua logica perversa. Noi cerchiamo oli e burri esotici dall’altro capo del mondo, e forse la risposta era stata nel frigorifero (o nella dispensa) per secoli. Mi sentivo un po’ come quando scopri che il rimedio della nonna per il mal di gola funziona meglio dello sciroppo costoso. Un misto di scetticismo e “e se fosse vero?”.
Allora ho ordinato il barattolino. Quello alla lavanda, perché dicevano che calmava, che era rilassante. Per la sera. Perché no. L’idea di mettermi del grasso di manzo profumato alla lavanda prima di dormire era così assurda che in qualche modo mi attraeva.
Perché il sego per la pelle ha senso (nonostante tutto)
Ok, fermati un attimo e pensa. Cosa fa la pelle? Produce sebo. Un mix di grassi. Una barriera. La pelle secca spesso ha questa barriera compromessa, bucata, che non trattiene l’umidità. Tu cosa ci spalmi sopra? Cose che cercano di imitare quella barriera. Cera d’api, oli vari, burri.
Il sego di manzo nutrito ad erba è fondamentalmente questo: un concentrato di grassi che, a livello di struttura molecolare, assomiglia da morire ai grassi che abbiamo già noi. Più di un olio di cocco, più del burro di karité. È come dare alla pelle qualcosa che già riconosce. Non deve fare acrobazie per assorbirlo. Lo prende e lo usa.
È questo il punto che mi ha fatto cliccare “acquista”. Non era una moda hipster. Era biochimica di base. Un po’ come mettere legna nel caminetto giusto. Brucia meglio.
E poi c’è la questione “pura”. Questo balsamo di sego che ho preso io ha tipo quattro ingredienti: sego di manzo nutrito ad erba, olio di oliva, olio essenziale di lavanda, vitamina E. Punto. Niente liste chilometriche di nomi impronunciabili che finiscono in “-one” o “-xate”. Niente che suoni come un esperimento di laboratorio. Solo roba che, in teoria, potresti quasi mangiare. (Non che lo consigli, eh).
La texture è strana. Ti aspetti che sia pesante, untuosa. Invece quando apri il barattolo è soffice, montato, come una crema densa ma leggera. La prendi con un dito, la strofini tra le mani per scaldarla, e si “scioglie” in un olio. Non è grasso come ti immagini. È… asciutto? Cioè, assorbe. Non resta lì a brillare come una ciambella fritta. Questo mi ha sorpreso tantissimo.
Cosa fa veramente questo balsamo al sego alla lavanda
Allora, la sera che è arrivato. Era tardi, tipo le 11. Avevo la pelle che tirava dopo la doccia. Apribarattolo. Odore: lavanda. Ma non quella artificiale, dolciastra dei detersivi. Quella vera, erbacea, un po’ terrosa. Calmante davvero. Non so come descriverlo meglio. Profuma di notte. Di pace.
Ne ho preso una piccola quantità, l’ho sfregata tra i palmi. Diventa oleosa subito. L’ho passata sul viso, sul collo. Aspettavo la sensazione di unto, di pesantezza. Invece no. La pelle la beveva. Dopo cinque minuti, non sembravo unta. Sembravo… idratata. La pelle era morbida. Non unta. Morbida. E rilassata, forse per la lavanda, forse per il calore delle mani, non so.
Ma il miracolo non è stato la prima sera. È stato la mattina dopo. Di solito, mi sveglio e la pelle è di nuovo tesa, specialmente se il riscaldamento è stato acceso tutta la notte. Quella mattina no. Era ancora morbida. Calma. Niente zone rosse o irritate. Niente.
Ho continuato. Ogni sera. Dopo una settimana, la pelle non tirava più durante il giorno. Dopo due, le piccole screpolature che avevo vicino alle labbra erano sparite. La texture era più liscia, uniforme. Non dico “da bambina”, per carità. Dico “normale”. Come se la pelle avesse finalmente quello di cui aveva bisogno per fare il suo lavoro e smettere di lamentarsi.
E per le mani? Dio. Le mie mani d’inverno sono un disastro. Questo è diventato il mio segreto. Un pochino sulle nocche, sui taglietti. Guarivano in un giorno. Non scherzo. Ora il barattolino vive sul comodino. Per il viso la sera, per le mani quando serve.
La mia pelle dopo qualche settimana
Quindi, sì. Ci ho messo del grasso di manzo in faccia. E la mia pelle è migliorata. Non è una rivoluzione da prima e dopo drammatica su Instagram. È più sottile.
È non pensare più alla pelle secca. È svegliarsi e non dover correre a mettere la crema idratante alle 7 di mattina perché altrimenti sembro un rettile. È uscire al vento freddo e sentire che la pelle è protetta, non aggredita.
È anche una certa soddisfazione. Aver trovato qualcosa di così semplice, così antico, che funziona meglio di tanta roba complicata e costosa. Mi fa sentire furba. E un po’ mi fa ridere ancora.
Ho regalato un barattolino a mia mma, scettica anche lei. Ora mi manda i messaggi: “Ma è buono anche per le gambe? Perché la pelle…” Sì, mamma. È buono.
Lo riacquisterei? Sono già al secondo. E quando finirà questo, ne ordinerò un altro. L’ho preso da questa piccola bottega su Etsy che lo fa a mano, in Francia. Mi piace l’idea. Niente produzione industriale, niente packaging eccessivo. Solo la roba buona, in un vasetto di vetro.
Domande veloci che mi fanno
Ma il sego di manzo fa bene alla pelle del viso? Secondo la mia esperienza, sì, e parecchio. Il motivo, come ho capito, è che i suoi grassi sono molto simili a quelli che produce naturalmente la nostra pelle. Quindi invece di metterci sopra qualcosa di estraneo, le diamo qualcosa che sa già come usare. È come rinforzare la sua barriera naturale dall’interno. Per la pelle secca, sensibile o che tira, per me è stato un punto di svolta.
Il balsamo al sego ottura i pori? Questa era la mia paura numero uno. Da persona con una pelle che può diventare un po’ “congestionata”, non volevo assolutamente un prodotto pesante. Invece, questo in particolare, essendo montato e con una composizione simile al sebo umano, assorbe in modo diverso. Non resta lì come uno strato occlusivo pesante. Per me non ha creato comedoni o punti neri. Anzi, la pelle sembra più equilibrata. Ma ovviamente, ogni pelle è un mondo.
Che profumo ha il balsamo al sego alla lavanda? Profuma di lavanda vera. Non è quel profumo dolce e artificiale, è più erbaceo, terroso, rilassante. È un profumo che calma, perfetto per la sera. Non è invadente, dopo un po’ sparisce quasi, lasciando solo una leggera traccia. È parte del rituale di andare a dormire, per me.
Allora, ecco. Se sei curioso, se la tua pelle è in rivolta contro l’inverno o contro qualsiasi altra cosa, e sei stanco di provare prodotti che promettono miracoli e non fanno niente… forse vale la pena di superare lo “ick factor” iniziale. Io l’ho fatto. E ora ho un barattolo di grasso di manzo profumato come mio segreto per la pelle. La vita è strana.
E la mia pelle è felice. Alla fine, è questo che conta.
